COSPICUO

Ciance sui pensieri

lunedì, marzo 27, 2006

FELICITA'

Ad ogni modo, credo come dici che la felicità sia insita nella ricerca, nella domanda per ovvie ragioni.sono poi convinto che non sia legata a una struttura precisa, ma piuttosto ad una non analisi.Insomma perchè chiedersi se si è felici...perchè non esserlo e stop....capisco che risulti un po frivolo questo genere di riflessione.Ado ogni modo vorrei destrutturare la cosa.Si dovrebbe comprendere che la falicità stà nell'indicibiler ecco perchè non risulta tangibile....Noi stessi vivamo nel paradosso di questo movimento...ci troviamo, siamo esistiamo su un crinale molto perticolare....esistenza della carne e l'incarnazione della carna...cioè siamo e al contempo non siamo.Siamo unici e contemporaneamente siamo interscambiabili(nei corpi, nella pelle)Ci fa sopravvivere la domanda in se, al ricerca il progetto,l'astrazione e al contempo il pragmatismo.ecco perchè la felicità è insita in noi.tendiamo immancabilmente ad un progetto, anche senza volere...solo che non siamo in grado di coglierlo sotto un punto di vista diverso.saremmo felici davvero se lo si capisse.Che dici Dappy, unico corrispondente?

Ecco il primo vero inizio di un blog.....di questo blog....LA DOMANDA!La domanda è l'essenza della vita...come diceva in matrix...è la domanda che fa la differenza...."cos'è matrix"No nella fattispecie non è questa, ma cos'è la felicità!Un grazie quindi a Dappy, vecchio amico...si, insomma, credo :-)

domenica, marzo 26, 2006

Ma perchè la tecnologia combatte aspramente con me?

giovedì, marzo 09, 2006

Desiserio

Dunque, il desiserio cammina parallelo alla felicità!
Se consideriamo il piacere, ci rendiamo conto che rompe del tutto l'armonia del desiderio.Distrugge la forza stessa che esprime il desiderare.Pensiamo ad un orgasmo, lo stesso si reputa il raggiungimento del desiserio, il piacere!Ecco quel momento, è fuori dalla nostra mente.Noi stessi usciamo dall'ottica del desiderio e ne distruggiamo la "potenza".Il desiderio si come la felicità porta il suo stesso essere come tale, essere come spinta nel momento precedente alla felicità, nel momento precedente al piacere.
Il piacere è opposto al desiderio, lo indebolisce, addirittura lo distrugge.

lunedì, marzo 06, 2006

L'uomo d'ggi

Corre come se fosse l'ultimo.Intravede la felicità e vuole raggiungerla.
Corre, corre, corre...
Non si volta, non si ferma, non assorbe la sua storia.
Non si lascia discostare dalla foga di rincorrerla.Non si perdonerebbe in cuor suo la sconfitte della perdita.
Corre, corre, corre...
Non si sazia del brivido della vicinanza, non si serve della sua pazienza.

venerdì, marzo 03, 2006

Marogne

Buongiorno, ottimo modo di cominciare un blog...
Bene, prima spiegazione da tenere a mente:
Marogne, grossi sassi!

giovedì, marzo 02, 2006

Prima di scrivere il Blo-coso

Trovo opportuno puntualizzare che siamo vincolati dalla nostra impossibilità di possedere le cose.Mi spiego:Il tempo non ci appartiene.Brevemente si può dire che cercando di individuarlo e mantenerlo nostro, cerchiamo il mezzodì alle quattordici.Cioè, il futuro è virtuale, stato fortuito o che segue una progettualità.Il presente si scioglie nell'attimo della sua esistenza e ricade per forza di cose, nel passato.La memoria!Ecco cosa possediamo, la memoria!Forse è per questo che cerchiammo "invano" la felicità...Non è una visione triste, anzi!Per quanto mi riguarda la felicità si situa nel progetto, nell'abbraccio che cerco di dare al futuro.Si trova anche nella memoria, nel passato(e quindi è stata anche nel mio presente)Vivendo come siamo abituati, in un enfasi al tempo "nostro",l'attuale(il presente) siamo spinti a pensare che la felicità si risolva nell'istante e fatichiamo a ricercarla nel passato e nel futuro.Spendiamo energie per le vibrazioni forti(le emozioni che colpiscono[tipo sport estremi, montagne russe...ecc...]e spingono forte dentro).Non riusciamo più a coltivare il piccolo e "coccolarcelo" farlo vivere nelle nostre esperienze quotidiane, nelle nostre emoioni...ecc ecc!



Non è forse più significativa e di sprono, la ricerca della felicità?E l'amore è felicità, o è scisso come propensione, tensione verso l'altro, azione...mahTrovo che siano due molle per la vita.Senza ricerca l'uomo muore; senza l'altro l'uomo muore.Allora le due cose si affiancano come due fiumi che portano il loro afflusso nello stesso lago...la vita.Che manchi l'uno o che manchi l'altro, in egual modo, si nota.Ma la domanda che mi sorge spontanea è una:La felicità è individuale o collettiva?Si cerca la propria o la collettiva.Si dice che per saper amare è necessario amare prima se stessi...e per essere felici?NOn è che valga proprio la spinta opposta?Bene devo pensarci su!

I sogni....entrimo nel mondo dei sogni...del sogno....In che modo sogno e felicità sono affini?La felicità è portatrice di sogni o i sogni sono portatori di felicità...perchè se i sogni portano felicità è relativa la loro realizzazione, ma più concreta la ricerca come si diceva poc'anzi...si insomma ieri o zo de lì!Se invece la felicità porta sogni(visti negativamente come qualcosa da raggiungere in modo ostinato) si ripercorre un ciclo incredibile e interminabile....se appunto lo si legge (nella realtà)negativamente si conclude che la felicità non esiste,anzi aliena!La sua ricerca si dimosyta alienante.Ma trattiamo di felicità oncologica o relativa?Perchè forse la felicità oncologica è fine a ses tessa...come diceva la cara monica sintomo di perfezione e vicinanza della stessa.