Riprovo!
Intendi che il mio modo di scrivere non è adeguato o eccessivamente ricercato e forse non troppo preciso?A me pare che l'argomento richieda un muoversi "linguistico" diverso dal solito panini e Pepsi(per non citere l'altra bevanda dolciastra..) no?
Cmq provo a riformulare il tutto
Il concetto e che la società, volente o nolente ci colloca in antri tutti sui(e tutti nostri) e per quanto ci sforziamo di non entrarci, c'arriviamo a piè pari.Ogni tentativo (con relativo dispendio d'energie) di dimostrarci diversi evapora nella stessa società che lo include in un tassello.Quindi dico, perchè "rovinarsi" la vita, mangiarsi il fegato e quant'altro per essere diversi o cambiare il mondo. Credo che stare dove si sta al meglio sia il massimo che un uoo possa auspicare.
Cos'è il meglio a questo punto?
Credo sia il vivere bene!
e il vivere bene?
Mettersi di fronte alle proprie paure(della morte per esempio)e alle proprie debolezze(l'incapacità di vivere sempre al massimo l'incostanza insmma l'essere uomini...) con spirito rinnovato quotidianamente.
Cme si fa?
Per me nella ricerca continua, nella preghiera, nell'abbandonarsi all'amore di Dio.
La sequela radicale insomma. Prendere la propria croce e seguirlo.
Certo ci sarà una via (fondata sul rispetto e l'amore) anche laica, però non è la mia...
Meglio?
Speriamo

4 Comments:
Non intendevo un registro più basso, ma un utilizzo di qualche parola in più per essere più chiari. Chi legge non sa che vuoi dire, non puoi "dare per sottinteso o scontato"
...brevemente: dici che la società ci colloca dove più le pare...
Ma cos'è la società? Non siamo in fondo noi? Siamo noi a lasciarci collocare e siamo ancora noi a collocarci gli uni gli altri.
perchè doversi per forza ribellare alla società? ...e se invece la accettassimo così e provassimo a migliorarla?
... escogitare nuove parole laddove la lingua non manca affatto di espressioni atte ad indicare dati concetti è uno sforzo puerile di distinguersi dalla folla applicando una nuova pezza su un vestito vecchio, e non in virtù di pensieri nuovi e veri.
Da Critica della ragion pratica, Immanuel Kant
Ma mi non so....qui tutti i seita a parlar su del Kant, della società, del tizio, del caio, del sempronio e del diaol che porta via.Mi penso che non bisogna star li tant a ciacere ma bisogna far.La zent lè quela che lè nel bem e nel mal, perciò bisogna aiutarse de pù e vardar meno television che ne fa creder che tut le bel sol se ghe i soldi e che se pol arrivar a tutt senza sforzi e zercando de encular gli altri.Scuseme i termini volgari.Saludo
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